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07/2025

Sindacato Indipendente Banca Centrale
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L'intelligenza artificiale può salvarci dall'idiozia naturale?

Categoria Filiali Data 29 Lug 2025 Tempo di lettura 5:30
L'introduzione dell’Intelligenza Artificiale in Banca d’Italia si presta a freddure e spiritosaggini che per oggi vi risparmiamo. Almeno in parte.

Mentre il mondo della tecnologia si divide tra sostenitori di ChatGPT e di Google Gemini, e già entrano in scena nuovi players, come DeepSeek (cinese) e Grok (di Musk), in Banca d’Italia, mooolto più modestamente, si assiste al primo braccio di ferro tra ChatSVI e ChatORG: la scorsa settimana, due messaggi a distanza di pochi minuti, con lo stesso contenuto, la stessa nenia iper-prudenzialista sui rischi della tecnologia, ma provenienti (i messaggi) da due strutture diverse, di cui solo una competente sulle questioni informatiche, a dimostrazione che in Banca il punto chiave non è fare le cose, né tanto meno farle bene, men che meno farle in modo efficiente: è mettere la bandierina.
Alla luce del bando per il concorso interno per 40 posti di Esperto, il SIBC mette a disposizione dei propri iscritti una serie di percorsi di preparazione per diversi profili specialistici nei quali sono stati suddivise le posizioni disponibili.

Il SIBC supporta la preparazione con seminari specialistici di livello universitario, video o audio, accessibili in ogni momento con smartphone, computer, tablet, insieme al materiale di supporto (per il profilo tecnico di Banconote, la preparazione sarà accentrata su materiale documentale specialistico).
Il tutto sarà fruibile entro la prima metà di agosto.
Diciamola in breve: la Banca ha cercato di imbrogliare le carte.
Prima ha promesso modifiche e integrazioni al piano di riassetto territoriale che le nostre Organizzazioni avrebbero giudicato favorevolmente, e permesso un rapido e concreto lavoro anche sul tema delle misure di sostegno.
Poi si è rimangiata le promesse, ritenendo preferibile soddisfare le richieste più modeste e “teleguidate” dei sindacati “aziendali”, mirate unicamente a favorire la copertura dei deficit di organico creati, mediante mobilità degli operativi.
FALBI e SIBC hanno capito la trappola e hanno interrotto questa fase negoziale.

Sta ora alla Delegazione aziendale decidere se perdere definitivamente la faccia, facendo finta di non aver dato assicurazioni sulla separatezza dei settori, sulla tutela mansionistica dei colleghi, sull’estensione del lavoro da remoto in tutte le strutture; oppure se tornare a una visione dialogante e costruttiva dei rapporti tra Amministrazione e Sindacati.
SMART WORKING: A CHI DIRE GRAZIE

Non bastasse l'ostilità dei "piani alti" al lavoro da remoto, tocca registrare l’ennesimo attacco della Falbi allo ”sciagurato accordo” sullo smart working in Banca, ascritto ormai in toto al SIBC.
Accordo che - giova ricordarlo - dal 2021 consente a oltre 6.000 colleghi di organizzare in modo completamente nuovo il proprio lavoro, e di conciliare - in molti casi che altrimenti sarebbero stati semplicemente irrisolvibili - vita professionale e vita familiare, comprese innumerevoli situazioni di difficoltà personali e di assistenza in casi drammatici.

L'INCIAMPO (CHE ANDAVA EVITATO)

Categoria Filiali Data 24 Lug 2025 Tempo di lettura 8:30
Quando il nuovo Segretario Generale della Banca si insediò, diversi colleghi ci chiesero come mai non ci esprimevamo sulla persona e sulle novità che avrebbe portato nei diversi, complessi fronti negoziali in cui eravamo impegnati già allora.

I primissimi mesi di gestione evidenziano quanto fosse giusta la cautela: non solo perché il Segretario generale ha il ruolo di “portavoce” del Direttorio, che è rimasto inalterato, ma anche perché deve gestire rapporti complessi con altre strutture della Banca, ognuna con le sue vanità, i suoi pregiudizi, le sue brame di apparire e conquistare potere interno.
(peraltro, il mondo sindacale è fatto a stampino, nessuno immagini il contrario; basti pensare alla miseria con la quale il solito duo ha già iniziato a imputare le mancanze della Banca al tavolo di maggioranza, in una replica fedele di quanto fece per la riforma operativa, illudendo tanti colleghi incolpevoli che bastasse schioccare le dita per ritrovarsi imperatore, ndr)
E’ controindicato alla salute permettere a chi ci ha ingannato una volta con la riforma-truffa, di farlo ancora.
E’ quindi importante trattare dei teoremi fasulli per quello che sono, e chi li enuncia per quello che è.

Teorema n. 1
“TUTTO È MIGLIORABILE, SIGNORA MIA” (SPECIE UN DISASTRO...) E, COMUNQUE, “PRIMA SI STAVA PEGGIO”

Il primo teorema della CISL – indimostrato – è che prima si stava peggio: secondo costoro, prima c’era la caserma, il "teribbile" concorso a Funzionario di II (paura, eh? bisognava persino essere preparati per fare carriera!), i tre giorni di prove (come alla visita militare! Ma negli ultimi anni si faceva lo scritto in un giorno e poi l’orale in una mattinata a via Otricoli), la rigida gerarchia (oggi invece tutti a dare pacche sulle spalle al Capo Dipartimento eh?), i favoritismi (oggi spariti, vero?). Pura aneddotica terroristica cui aderire solo per cieca fiducia (mica come noi, che vi diamo i numeri per verificare).
Ciò che non vi dicono è che, con la vittoria al concorso a Funzionario di II (odierno Consigliere)::
Anche quest’anno si è consumato il consunto rito dell’attribuzione dei livelli economici e i risultati sono esattamente quelli denunciati da anni dal SIBC.

OLTRE UN QUARTO DEI DIRETTORI (27%) RICEVE LO SCATTO AL PRIMO ANNO SOLO IL 9% DEI CONSIGLIERI E APPENA IL 7% DEGLI ESPERTI

I numeri dicono tutto: l'Area Manageriale non esiste, esistono due Aree ben distinte: da una parte i Direttori e dall’altra tutti gli altri, che possono sbattersi quanto vogliono ma sono fuori dai giochi!
Interessante notare che di tutti i livelli attribuiti ai Direttori, quasi la metà (45%) sono scatti di “primo anno” (per consiglieri ed esperti si scende al 17% e al 14%). Fatta cento la torta di tutti gli avanzamenti economici di primo anno erogati nel 2025, quasi il 43% se lo prendono i direttori a riprova di un favoritismo e di regole completamente difformi tra colleghi che asseritamente appartengono alla stessa Area.

Principi di riforma per l'Area Operativa

Categoria carriera_operativa Data 16 Lug 2025 Tempo di lettura 2:45
I ritardi della Banca nell’affrontare con approccio concludente il tema del riassetto delle Filiali non danneggiano solo i colleghi della rete territoriale, costretti a una situazione di perdurante incertezza.
Danneggiano tutti coloro che - dal confronto con l’Amministrazione - attendono da molto tempo soluzioni a tematiche che meritano massima attenzione da parte del Vertice: la riforma degli inquadramenti dell’Area Operativa, la revisione del sistema dell’Area Manageriale, l’orario di lavoro - tema sul quale si è pure rimasti colpevolmente arretrati. Nel frattempo, en passant, ci sarebbe anche da trattare riconoscimento della maggiore efficienza aziendale.

La riforma delle carriere operative - tema ormai trentennale - va di certo affrontata con assoluta urgenza, unita alla consapevolezza che:

ESPERTI La verità sui tempi di avanzamento

Categoria carriera_manageriale Data 14 Lug 2025 Tempo di lettura 8:00
Se volete la verità sugli Esperti, è perché non l’avete avuta sinora dalla Banca, né da CIDA-DASBI-CISL, che proprio gli Esperti consegnarono dal 2016 nelle mani della Banca, affinché ne facesse quel che credeva.
L’avrete dal SIBC, che oggi sottopone a verifica l’affermazione apodittica secondo cui la riforma-truffa del 2016 “ha accorciato i tempi di passaggio a Consigliere” (CISL, ndr). Grazie a un’analisi a tappeto sugli ultimi 10 anni di promozioni, verifichiamo se effettivamente la riforma-truffa ha prodotto l’accelerazione del percorso di carriera (SPOILER: LA RISPOSTA È NO).

Il punto di raffronto è indicato nei messaggi amministrativi “ante 2016”: negli ultimi concorsi interni per il grado Funzionario di II (l’odierno Consigliere) prima del 2016, i promossi avevano in media 5,65 anni di anzianità nel grado.
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