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I sassolini sulle "i" - Lavoro da remoto, Filiali, Il tranello carriere

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I sassolini sulle "i" - Lavoro da remoto, Filiali, Il tranello carriere

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Pubblicato in negoziati · Venerdì 25 Lug 2025 · Tempo di lettura 4:15
I sassolini sulle "i" -
Lavoro da remoto, Filiali, Il tranello carriere

Non bastasse l'ostilità dei "piani alti" al lavoro da remoto, tocca registrare l’ennesimo attacco della Falbi allo ”sciagurato accordo” sullo smart working in Banca, ascritto ormai in toto al SIBC.
Accordo che - giova ricordarlo - dal 2021 consente a oltre 6.000 colleghi di organizzare in modo completamente nuovo il proprio lavoro, e di conciliare - in molti casi che altrimenti sarebbero stati semplicemente irrisolvibili - vita professionale e vita familiare, comprese innumerevoli situazioni di difficoltà personali e di assistenza in casi drammatici.
Questo è lo "sciagurato accordo".

Questi attacchi onestamente dispiacciono, ma sono anche una medaglia: è bene che i colleghi, compresi quelli che nel 2021 ancora non erano in Banca, sappiano che quando fruiscono del lavoro da remoto è principalmente grazie all'impegno del SIBC.

Ciò detto, il problema di disparità di trattamento che denuncia la FALBI (ma anche la UIL) esiste. Solo che buttare il bambino con l'acqua sporca è una scelta che noi non faremo mai.

E' una vergogna che la Banca non abbia rispettato gli impegni sottoscritti, di garantire rotazioni del personale (pare 3 soli casi dal 2021) e facilitare la mobilità nelle strutture che meno si prestano al lavoro da remoto; o che non abbia ancora accettato le proposte di compensare economicamente o in giorni di ferie i colleghi “vincolati”, come in Banca sono compensati economicamente altri “vincoli”.

E’ uno scandalo che ora, dopo aver verbalmente aperto alla richiesta di FALBI e SIBC di ridare equità di trattamento, nell’ambito delle orride "divisioni omnibus" Gsp-Segreteria, la Banca faccia finta di niente, contando sulla complicità di… segui il sassolino n. 2.

Chissà che - dopo tante smentite - CISL e CGIL (l’una storica ancella della Cida, e l’altro ormai ancella dell’ancella) stiano cercando di dare un aiutino per consentire alla Cida (che neanche con l'apposito Dasbi ha più la maggioranza tra i direttivi!) di firmare l’accordo sulle Filiali che vuole la Banca, naturalmente contro gli interessi dei colleghi.

Sarebbe un fatto rivelatore: avevamo già notato la stranezza che - mentre a voce prometteva al SIBC e alla FALBI di ristabilire equità in tanti trattamenti disallineati - sul tavolo metteva le misere mancette chieste da altri tavoli.
Un atteggiamento grave e lesivo del dovere di imparzialità dell’Amministrazione, se mai ci sia stato.

Nel frattempo, il duo meravigliao CISL-CGIL organizza webinar in cui "lascia dire" ai propri scagnozzi, quasi in contemporanea, che “l’accordo sulle Filiali non si chiude perché il SIBC vuole lo scivolo per tutti” ma anche che “l’accordo non si chiude perché il SIBC non vuole lo scivolo per tutti”.

Noi, cari mentitori professionisti, vogliamo solo equità.
La Banca l’ha capito perfettamente, e l'equità le pesa molto: per questo si rivolge a voi. E capiamo che avete bisogno di convincere qualche anima bella, ma se sapete fare iscritti solo sparando balle sugli altri, almeno mettetevi d’accordo ed evitate di smentirvi da soli…

A proposito di balle…
vedi sassolino n. 3

Il medesimo duo meravigliao va ora spacciando la storiella che “la riforma operativa l’hanno fatta Falbi e Sibc insieme alla Banca”: così, alla chetichella.
La pistola fumante è nientemeno che un operaio di III jr, che nell’ambito di una missione presso la Filiale di Catanzaro, sarebbe stato adibito a un’attività di contazione, che non gli competeva.

E’ colpa della Direzione locale, che non ha letto (o non ha capito) gli accordi locali di Banconote, da cui è nata quella missione? E’ colpa di GEP, che non ha spiegato il perimetro obbligatorio di certe missioni?
Macché: è colpa di Falbi e Sibc, da cui la storiella del “grande tranello”.
Non sappiamo se ridere o piangere.
Gli accordi di Banconote vincolano esplicitamente tutti al “quadro normativo previsto dagli accordi sottoscritti in ambito nazionale”, e precisano, a scanso di idioti, che ad eventuali missioni temporanee possono partecipare anche operai di III jr, ma “limitatamente ad attività di supporto”.

I nostri legali sono già stati allertati, nel caso qualche altra Direzione si creda particolarmente furba, o magari arrivi a invocare l’incapacità di intendere.
Se vogliono tutelare i colleghi, CISL e CGIL possono fare lo stesso: il Regolamento del Personale, che il SIBC ha voluto richiamare anche negli accordi locali di Banconote, è lì per garantire regole certe per tutti.
Una cosa è certa: dopo questo caso, non venga in mente alla Banca di chiamarci per accordicchi parziali su questo o quel settore della compagine: il SIBC non è interessato a quel tipo di negoziati. La Banca troverà certamente ancelle “disponibili”.  
Per noi va fatta la riforma dell’Area Operativa, tutta!


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