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Coadiutori nel vicolo cieco La riforma delle carriere è urgente

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Coadiutori nel vicolo cieco La riforma delle carriere è urgente

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Pubblicato in carriera_operativa · Giovedì 27 Nov 2025 · Tempo di lettura 2:45
Coadiutori nel vicolo cieco
La riforma delle carriere è urgente

Se, come sembra, la nuova composizione della Delegazione aziendale per i negoziati sta studiando il voluminoso dossier che occuperà il tavolo già nei primi mesi del prossimo anno (riforma dell’Area Operativa), è bene abbia chiari i singoli termini delle questioni, a partire dal nodo cruciale dei Coadiutori, e Coadiutori principali.

Le infografiche diffuse con l’informativa sugli organici mostrano che la platea dei Coadiutori è formata, compresi i Coadiutori principali, da 661 elementi.

Il fatto che in Banca ci sono più Direttori che Coadiutori, dovrebbe far sorgere numerose domande, e dare altrettanto numerose ed eloquenti risposte.
Tanto più che - per valorizzare questi 661 campioni superstiti - la Banca ha messo a disposizione per l'avanzamento a Consigliere l’esagerato numero di 5-promozioni-5, di cui appena 2 per finalità “generalista”.

Solo a scrivere questi numeri ci sarebbe da sentirsi ribollire, tanto più considerando che il grosso della platea è costituito da colleghe e colleghi che non hanno mai potuto cimentarsi nella prova selettiva di reinquadramento del 2016, e si trovano ora ingabbiati in questo grado senza alcuna prospettiva professionale seria .

La scarsa considerazione con la quale venne pensata la non-riforma del 2016 (che il SIBC è l’unico sindacato a non aver mai sottoscritto, ndr) provocò che - accanto all’aumento del piede stipendiale del grado di Coadiutore - non venisse anche previsto il corrispondente aumento per quello di Coadiutore principale, con l’effetto di annullare ogni reale beneficio nella relativa promozione, i cui tempi di attesa sono peraltro ormai biblici.

Ma non basta: le ultime proposte della Banca sulla riforma degli inquadramenti hanno evidenziato una preoccupante sottovalutazione del contenuto professionale del grado, con il chiaro intento di produrre una illegittima retrocessione mansionistica. Una sorta di calderone indistinto con gradi di diversa natura ed estrazione ad uso e consumo del Capo di turno. Solo la ferma opposizione del SIBC scongiurò - come ben ricorderete - un esito a dir poco punitivo di un processo di riforma da molti auspicato.

Per rispetto di una compagine che ha compiuto un percorso di carriera importante, nonchè per consentire un reale processo di valorizzazione di tutti i gradi dell’Area Operativa, un progetto di riforma credibile deve partire  proprio dal superamento dell’attuale “vicolo cieco”, ingiusto e irragionevole, in cui è di fatto confinato il grado di Coadiutore.

E’ questa l’unica via possibile per fronteggiare un inesorabile ricorso al “quiet quitting”, con l’abbandono dell’impegno oltre lo stretto indispensabile, naturale effetto della disaffezione per il contesto lavorativo ingrato e deprofessionalizzante.

La riforma dell’Area Operativa è per il SIBC la priorità assoluta per il 2026.
Vogliamo sperare  che lo sia anche per la Banca, che dovrà dimostrare con i fatti di voler smontare quelli che, a oggi, appaiono sempre più “ghetti”, trappole professionali per tante colleghe e tanti colleghi di assoluto valore, pari a quello dei colleghi dell’Area Manageriale.


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