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Chi pensa male della CSR? L'Intelligenza Artificiale o la superficialità umana?

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Chi pensa male della CSR? L'Intelligenza Artificiale o la superficialità umana?

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Pubblicato in CSR · Venerdì 14 Nov 2025 · Tempo di lettura 3:15
Chi pensa male della CSR?
L'Intelligenza Artificiale o la superficialità umana?

Un articolo apparso su un sito internet, a opera di un socio pensionato della CSR, critica la gestione della Cassa sulla base - nientemeno  - che di un'analisi del bilancio affidata all'Intelligenza Artificiale, che punta il dito, in particolare, sulla composizione e l’ammontare del portafoglio titoli, sul rendimento cedolare lordo medio, duration, minusvalenze, ecc.
Ne scaturisce un’analisi non poco distorta e strumentale, non avendo “l’intelligenza artificiale” la minima conoscenza della storia e delle peculiarità mutualistiche della Cassa, peraltro ben più pregnanti di quelle rinvenibili nelle altre cooperative bancarie.

Che la Cassa soffra ancora oggi di debolezze antiche, non vi è dubbio: alcune delle quali avviate a positiva soluzione in questa consiliatura, altre che dovranno essere affrontate nei prossimi anni, .
Come non vi è dubbio che l’IA sia una risorsa straordinaria... tuttavia, dubitiamo che la migliore intelligenza artificiale del pianeta possa compensare l’eccesso di superficialità umana dei singoli.
Non a caso - nello stesso articolo - il socio pensionato sollecita la Banca d’Italia (non manca la considerazione di sé, ndr) a usare l'IA per “immettere linfa nella Vigilanza di tutela del consumatore”, tra l'altro ignaro delle intelligenze naturali che hanno fatto ingresso in Banca in questi mesi: colleghi capaci di fare ben di meglio di un copia-incolla da un computerino generativo.

Ma torniamo alla Cassa. Tanto per ristabilire alcune banali verità, giova ricordare che lo Statuto della CSR stabilisce con chiarezza finalità e caratteristiche del sodalizio, che vanno ben oltre la mutualità attuata dalle altre cooperative bancarie, e non si prefiggono la massimizzazione dell’utile come obiettivo prevalente della gestione aziendale.

Il necessario legame con la Banca d’Italia costituisce un vincolo alle adesioni alla compagine sociale e alla possibilità di espandere sia il credito, erogabile solo ai soci e a loro stretti congiunti, sia la raccolta, caratterizzata da analoghe limitazioni.

Se questi limiti - insieme al divieto di effettuare operazioni di mera speculazione - condizionano l’attuazione di strategie finanziarie di massimizzazione del reddito, essi rendono nel contempo possibile praticare tassi e condizioni di favore sulla raccolta e sui finanziamenti (sui quali anzi andrebbe fatto ancora di più) e consentono di offrire numerosi servizi a titolo gratuito o a prezzi calmierati (e anche su questo, la prossima consiliatura potrà portare a compimento un pacchetto più organico di servizi per tutti i Soci).
Né deve trascurarsi che la Cassa è chiamata anche ad alimentare una riserva destinata all’effettuazione di opere di intervento assistenziale e di promozione sociale (ROA).

Per conseguenza a quanto sin qui sommariamente esposto, la gestione del portafoglio è stata da sempre tradizionalmente improntata a criteri di estrema prudenza, privilegiando la sottoscrizione massiccia di titoli di Stato. Questo orientamento – che alla luce dell’evoluzione del contesto economico, andrà riconsiderato - è stato purtroppo seguito fino alle estreme conseguenze anche quando, in anni passati, la remunerazione dei titoli pubblici aveva toccato i minimi storici. Nascono da lì le minusvalenze ancora significative presenti nel portafoglio, il cui smobilizzo anticipato va attuato con gradualità, per evitare il prodursi di ingenti perdite.

E’ evidente che la gestione di una cooperativa con le caratteristiche della CSR non può essere valutata con parametri buoni per le altre aziende bancarie. Per quanto poi riguarda l’IA, non disperiamo troppo sul suo utilizzo: basta fare le domande giuste.
Ad esempio, se si domanda a ChatGpt se sia sensato chiederle l’analisi di bilancio di una banca senza precisarne le caratteristiche peculiari rispetto alle banche tradizionali, ci risponde correttamente sul rischio di “allucinazioni interpretative” dell’IA stessa. Ecco, proprio quelle.


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