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Avanzamenti, assunzioni e organici 2026 - Informativa del 3 novembre

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Avanzamenti, assunzioni e organici 2026 - Informativa del 3 novembre

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Pubblicato in organici · Martedì 04 Nov 2025 · Tempo di lettura 3:45
Avanzamenti, assunzioni e organici  2026
Informativa del 3 novembre

La riunione informativa sui dati relativi a organici, avanzamenti e assunzioni 2026 ha evidenziato alcune significative linee di tendenza, con luci (poche) e ombre (molte):

La nascita del grado “cruna dell’ago”: il passaggio da Assistente a Coadiutore è arrivato al minimo storico, con risultati paradossali. Rispetto alle probabilità di diventare Coadiutore (l’1,6% della platea interessata) diventare Direttore è tre volte più facile (se si è Consiglieri), ed diventare Consiglieri è 18 volte più probabile (se si è Esperti).
Delle due l’una: o i Coadiutori non hanno più spazio nell’Area Operativa (e allora possono essere reinquadrati in quella Manageriale), oppure svolgono un ruolo talmente esclusivo, ricercato ed elitario che si stanno trasformando nel grado “cruna dell’ago”. Per la serie: è più facile che un Assistente passi dalla cruna di un ago, piuttosto che diventi Coadiutore.
La spoliazione di propettive di carriera dell’intera Area Operativa: i tagli investono a tappeto tutti i gradi: gli avanzamenti ad Assistente Superiore, a Coadiutore Principale, quelli del personale Operaio e del supporto amministrativo sono tutti stati falcidiati senza una motivazione logica… e nemmeno una illogica: senza motivo e basta.
Decisamente non un buon viatico per la futura riforma dell’Area, che dovrebbe tentare di compensare distanze colossali che si sono create all’interno del personale dell’Istituto, e che con questi dati troverà una via ancor più ardua e tortuosa da percorrere.
Nessuna novità di rilievo nell’Area manageriale, a parte  una crescita percentuale (ma non in numeri assoluti) delle promozioni da Esperto a Consigliere e la crescita teorica dei livelli al primo anno dei Consiglieri (ma da verificare alla prova dei fatti, ndr)... tranne una. Chi ha presenti le analisi dettagliate condotte dal SIBC sull’Area Manageriale in tutti questi anni, e ha presenti le denunce che ne scaturivano, fondate esclusivamente su dati numerici, sappia che, pian pianino, si cominciano ad ascoltare le stesse parole da sindacati finora graniticamente schierati a difesa della riforma 2016 (“non funziona”, o addirittura “non premia il merito”, sic!).
Ma non è il caso di gioire troppo, perché poi la ricetta delle cose da fare si è rapidamente esaurita in “una pennellata al sistema di inquadramento manageriale, in un gioco eterno di “aggiustamenti al margine”, che mai cambierebbero alcunché.
Il rafforzamento degli organici dell’Istituto, e in particolare della Rete territoriale, è un elemento positivo, a testimonianza che l’accordo raggiunto definisce migliori prospettive in termini di attività e compiti da svolgere. Tuttavia, non si può nascondere che questo rafforzamento avviene in modo asimmetrico: si rafforzano (molto) le Filiali regionali maggiori, che infatti fagocitano tutto il fabbisogno mentre tutto il resto arretra, in particolare le rimodulate e persino le STC, per le quali non vi è stata alcuna riduzione dei compiti assegnati.
In tale contesto, permangono irrisolte, allo stato, situazioni di criticità di organico di strutture che trattengono personale da anni in cerca di una via di uscita verso altre strutture pure interessate. Nel caso del personale operativo, il caso di Roma Sede è emblematico, da anni, di problemi irrisolti scaricati su colleghi che dovrebbero avere gli stessi diritti di altri nel poter cambiare struttura; altri casi limite esistono all’interno dell’Amministrazione Centrale, in una sorta di “trattenimento obbligatorio” di colleghi pure fortemente desiderati da altre strutture.

Il varo di nuovi concorsi per avvicinare, tra la fine del 2026 e inizio 2027 il target di organico fissato, è sicuramente un segnale positivo. Ci permettiamo di evidenziare l’anomalia di concorsi che venissero varati a strettissima distanza da quelli appena conclusi per i medesimi profili, con l’effetto paradossale che, a poter partecipare, sarebbero.. i non vincitori del concorso precedente, più pochi altri. Abbiamo quindi auspicato il maggior distanziamento possibile tra le prove concorsuali bandite dalla Banca.

A causa del tardivo invio dei dati da parte della Banca, le analisi condotte sono forzatamente limitate. E’ stato quindi richiesto, dalla coralità dei sindacati, un nuovo incontro di approfondimento sui temi oggetto dell’informativa. Abbiamo anche chiesto un ripensamento per quanto attiene ai numeri degli avanzamenti previsti, alla luce delle argomentazioni addotte, e un aggiornamento nel continuo sulle decisioni di dettaglio legate al riassetto della rete territoriale.


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