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COSA SCRIVIAMO
MILLEPROROGHE, MILLEINGANNI
Come più volte minacciato dalla Delegazione Aziendale, è ora arrivata una pericolosa intromissione del legislatore nelle trattative in atto fra l’Amministrazione e le Organizzazioni sindacali sul tema del recepimento della manovra governativa di contenimento delle spese nel Pubblico Impiego. Fino a quando non ci sarà accordo con i Sindacati, dice un emendamento dell’ultim’ora al decreto “milleproroghe” approvato in Senato, la Banca provvederà in modo autonomo ad attuare il decreto.
Si tratta senza dubbio di un intervento sollecitato e telecomandato (come telecomandati sono sempre stati gli articoli di stampa sui nostri stipendi, pubblicati in passato con sospetto tempismo prima di importanti fasi negoziali). Un intervento sul quale più volte il SIBC aveva lanciato l’allarme, purtroppo inascoltato dai famosi professionisti delle trattative. Un intervento che, nelle mire di chi l’ha chiesto nelle segrete stanze, punta a risolvere unilateralmente l’impasse in cui la trattativa si veniva a trovare.
Si tratta senza dubbio di una via d’uscita molto comoda per diversi soggetti. Comoda per chi non dovrà riconoscere di aver commesso gravi errori di valutazione, quando affermò come verità incrollabile – proprio dopo l’approvazione del famigerato comma 3 – l’intangibilità dei trattamenti Bankitalia da intromissioni esterne. Ma certamente comoda per chi non sarà costretto a dare al nostro Sindacato risposte chiare e numeri precisi sul contenimento delle spese di amministrazione, sugli sprechi indecorosi e sulle spese clientelari. Comodissima per chi continua a rimandare risposte certe e definitive sulla Riforma delle Carriere, sulla quale lo stallo negoziale dura da oltre un decennio.
Molto comoda per molti soggetti, ma molto dannosa per la stragrande parte del personale.
Il SIBC considera indegno questo sistema di negoziare, con la pistola carica sotto il tavolo e la piena consapevolezza che la dipendenza di alcuni sindacati aziendali dalle proprie Confederazioni politicizzate rende estremamente debole, e assai poco credibile, la rivendicazione di autonomia e indipendenza che, invece, è bene che tutto il personale richieda a gran voce. Ripetiamo: è necessario che il personale esiga da tutti gli attori della vicenda una risposta forte a un’intromissione senza precedenti agli affari interni della Banca d’Italia, a una lesione dell’autonomia e dell’indipendenza dell’Istituto e del suo personale.
Ci sarà tempo per raccontare la storia di questa trattativa sul taglio degli stipendi del personale, una trattativa in cui il tavolo negoziale è stato paralizzato per mesi sul “nodo decisivo” della difesa di trattamenti economici indifendibili, senza nemmeno sfiorare il tema della difesa degli stipendi medi e bassi.
Ma non è questo il tempo delle polemiche. Il SIBC chiede allora che tutte le OO.SS. costringano unitariamente la Banca a non mascherarsi dietro l’alibi fornito dal “legislatore”, e a proseguire nella trattativa.
Ognuno si assuma le proprie responsabilità, e ognuno fornisca le risposte che è chiamato a dare.
Incalzando la Banca sui tagli di spese improduttive, come previsto dallo stesso decreto.
Pretendendo il rispetto degli accordi con i Sindacati del giugno 2008 sulla Riforma delle Carriere.
Imponendo al vertice della Banca d’Italia di fare il proprio dovere e difendere il proprio personale, con gesti concreti che accompagnino (senza finzioni, rimandi o decorrenze fissate sulle nuvole) un nuovo patto fra l’Istituto e i suoi dipendenti.
Roma, 17 febbraio 2011
LA SEGRETERIA NAZIONALE
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RISPETTO PER I COLLEGHI
28 gennaio 2011
Si è svolto ieri l’incontro con la Delegazione aziendale sul tema dell’applicazione in Banca d’Italia delle misure di contenimento delle spese.
Nell’occasione, la Banca ha proposto ai Sindacati due pagine con la propria posizione: per la BCE, il decreto del Governo non lede la nostra autonomia, la Banca ha gi à operato a sufficienza sul contenimento delle spese di amministrazione, ora tocca al personale. A proposito: della riforma delle carriere si parlerà, se proprio volete, ma a babbo morto.
Come noto, il SIBC ritiene che il permanere di una posizione tanto rigida da parte della Banca rischia di spingere il negoziato verso il naufragio. Tale naufragio arrecherebbe seri danni a tutto il personale, che subirebbe gli effetti del preannunciato blocco contrattuale unilaterale da parte della Banca, senza nemmeno poter beneficiare della pur limitata indennità di vacanza contrattuale (1%) e con possibili pregiudizi per la trattativa sul premio per la maggiore efficienza aziendale.
In questi mesi di stasi negoziale, peraltro, l’unico risultato dell’apparente “muro contro muro” fra le parti sembra essere stato quello di ridurre ulteriormente la base retributiva considerata dalla Banca per il taglio del 5% sul surplus stipendiale rispetto alla soglia di 90mila euro e del 10% rispetto alla soglia di 150mila euro.
Questo risultato, che riguarda alcune centinaia di dirigenti e per il quale pure ci siamo battuti direttamente, non pu ò e non deve rappresentare un traguardo per nessuno.
Auspichiamo che tutte le parti in causa si rendano conto della gravità di una situazione in cui è forte il rischio di penalizzare sensibilmente gli stipendi e le future pensioni (spesso non elevati) di migliaia di colleghi. Come gi à pi ù volte evidenziato dal nostro Sindacato, ulteriori tagli ai costi vanno prioritariamente ricercati nel contenimento delle spese per missioni non istituzionali, consulenze e convegni per pochi “eletti”, che rappresentano meccanismi per alterare l’equilibrio retributivo del personale della Banca.
Riteniamo che la soluzione vada ricercata attraverso un impegno dell’Amministrazione che garantisca la strutturalizzazione dell’efficienza aziendale, come in parte gi à fatto nel corso degli ultimi anni, e dia conto dei nuovi criteri di calcolo, sui quali la Banca è in ritardo di circa un anno. A tale proposito, è utile precisare che la strutturalizzazione dell’efficienza impedirebbe un grave danno alle aspettative pensionistiche delle generazioni pi ù giovani.
Soprattutto, consideriamo impraticabile un’intesa che rimandi in modo indefinito la definizione di un nuovo sistema di inquadramenti, a quasi tre anni dall’accordo sottoscritto dalla Banca stessa che indicava nel dicembre 2009 la data entro la quale le parti si impegnavano a varare la riforma delle carriere. Ricordiamo infatti all’Amministrazione che qualche migliaio di colleghi, in primis quelli stipati nei gradi apicali, sopportano gi à da anni un considerevole costo economico e professionale derivante dalla mancata riforma. Questo è il vero taglio indiscriminato, che per lo più penalizza proprio i migliori. Praticare su di essi ulteriori, pesanti tagli stipendiali, per di pi ù non recuperabili (ancorché con il paravento di una legge non destinata a noi) sarebbe uno sberleffo che il SIBC giudicherebbe inaccettabile.
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A margine dell’incontro, è stato reso noto che - a seguito delle nostre sollecitazioni - la Banca ha siglato l’accordo con la Caspie per dare attuazione alle intese raggiunte per l’anno 2011, sulle quali il SIBC ha, come noto, espresso una valutazione negativa. Nei prossimi giorni sarà diffusa la circolare applicativa, necessaria a dare le certezze necessarie a tutti gli interessati.
RIVELATA LA VERA FUNZIONE DEL NUOVO MODELLO CONTRATTUALE
"UN SEGNALE PER L'ESTERNO"
12 febbraio 2010
Si è svolto in data odierna l'ennesimo incontro con la Delegazione Aziendale per la definizione di un accordo cornice sul nuovo modello contrattuale. Le proposte avanzate dall'Amministrazione non hanno modificato quanto in precedenza prospettato e già oggetto di valutazione fortemente critica da parte del nostro Sindacato. Per di più la Banca ha mostrato scarsissimo interesse su "regole del gioco" così rilevanti per il futuro dei lavoratori dell'Istituto.
A fronte delle richieste del SIBC di chiarire dove mai fosse il vantaggio per i colleghi da una eventuale sottoscrizione degli accordi proposti, il Segretario Generale ha dichiarato che "l'accordo è utile e importante" perchè "rappresenta un segnale importante da dare fuori", ribadendo che non si avrebbe alcuna attuazione pratica dell'accordo se non successivamente alla firma del contratto 2006-2009.
A tale riguardo il SIBC ritiene innanzi tutto molto grave la sudditanza dell'Amministrazione alle spinte provenienti dall'esterno, spinte ribadite durante la settimana con attacchi pubblici rivolti alla Banca d'Italia.
Per quanto riguarda gli aspetti di merito, il SIBC ha ribadito che la volontà della Banca di recuperare parte di retribuzioni già erogate al personale costituisce un ostacolo non superabile per il confronto in essere; abbiamo pertanto chiesto all'Amministrazione di riconsiderare questa assurda pretesa.
Inoltre le risposte generiche fornite dall'Amministrazione sulle modalità di aggiornamento nel corso degli anni delle previsioni sull'inflazione IPCA da negoziare, anche in base a quanto avviene negli altri comparti, conferma un approccio dell'Ammiistrazione gravemente lesivo dell'autonomia contattuale dell'Istituto e pericoloso per la salvaguardia del potere d'acquisto degli stipendi dei dipendenti, che la Banca vorrebbe di fatto vincolare a quanto accade nei comparti chimici, metalmeccanici e così via.
La Banca ha fatto riserva di far tenere nella giornata di lunedì 15 febbraio una nuova bozza d'accordo.