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“LIBERO” DI ESSERE CASTA
Trasmettiamo la nota inviata oggi alla Direzione del quotidiano Libero, in risposta all’articolo del 10 agosto u.s. intitolato “Gli impiegati della Casta lavorano fino a 50 anni”.
Cogliamo l’occasione per augurare a tutti voi un buon Ferragosto.
Dal tenore dell’articolo apparso sul vostro quotidiano il 10 agosto u.s., intitolato “Gli impiegati della Casta lavorano fino a 50 anni”, i lettori ignari desumono con ragionevole sicurezza che il trattamento economico e pensionistico dei lavoratori della Banca d’Italia è del tutto assimilabile a quello dei commessi e impiegati di Camera, Senato e Quirinale.
Troppo buoni. Sappiamo bene, infatti, che i dipendenti di Camera e Senato godono di trattamenti normativi, benefits e agevolazioni pensionistiche completamente sconosciute ai dipendenti della Banca d’Italia. Non solo: anche i trattamenti economici dei menzionati impiegati di Camera, Senato e Quirinale sono distanti anni luce da quelli della stragrande maggioranza dei nostri colleghi.
Per fare qualche esempio che ai vostri occhiuti giornalisti non sarà sfuggito, in Banca d’Italia non esistono barbieri come quelli che alla Camera (‘operatori tecnici’) arrivano tranquillamente a guadagnare oltre 133 mila euro l’anno. In Banca d’Italia non esistono operai "collaboratori tecnici" che arrivano a guadagnarne 152 mila.
In realtà, i lavoratori della Banca d’Italia sono stufi di ascoltare -
Converrete con noi che questi accostamenti a dir poco fantasiosi sembrano fatti apposta per distogliere l’attenzione dalle magagne proprio di quella “Casta” che, per uno spiritoso accidente del destino, ha lungamente sovvenzionato il vostro quotidiano con denaro pubblico (7,2 milioni di euro solo nel 2008).
Il fatto è che i dipendenti della Banca d’Italia, la cui professionalità e competenza ha dato e continua a dare un grande contributo al Paese, sarebbero lieti -
In attesa che i vostri giornalisti arrivino a conclusioni assai sorprendenti, vi invitiamo a pubblicare la presente nota sul vostro quotidiano.