filiali da favola - SINDACATO INDIPENDENTE BANCA CENTRALE

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filiali da favola

COSA SCRIVIAMO

FILIALI DA FAVOLA

Oggi vi raccontiamo una storia inventata. O meglio: una storia che speriamo sia inventata. Perché se fosse vera, anche per la metà delle cose scritte di seguito, vorrebbe dire che la Banca d’Italia non sente più remore nemmeno nel calpestare le regole che essa stessa si assegna.

C’era una volta la Filiale di Fantasy. Questa Filiale era stata ufficialmente dichiarata afflitta da cronica mancanza di personale. Con questa motivazione, si opponevano fermi dinieghi quando un dipendente addetto a quella Filiale (chiameremo questo collega Mr. X), osava chiedere di partecipare alle sessioni di mobilità a tempo determinato: “No, caro Mr. X, anche se la domanda che ci rivolgi implica un tuo ritorno nel volgere di pochi anni, non possiamo fare a meno di te. Guardati intorno, non vedi che siamo drammaticamente sotto organico? Non hai una coscienza?
Mr X stava per rassegnarsi, quando, proprio in quel periodo, dalla Filiale di Fantasy riuscirono non si sa come a sgusciar via:
- un pari grado di Mr. X, per una missioncina a Roma di circa nove mesi coronata da successivo trasferimento definitivo ad altra Sede;
- un altro pari grado di Mr. X, spedito per quasi due mesi in una Delegazione oltre oceano notoriamente piuttosto ambita da tutt’Italia, oltre che dagli addetti all’esangue Filiale di Fantasy;
- un ulteriore pari grado di Mr. X, per un’altra missione a Roma, evidentemente afflitta da carenze d’organico peggiori di quella della Filiale di Fantasy;
- altri sette dipendenti della stessa Filiale, inviati a rotazione presso altre filiali bisognose (fra cui la simpatica trovata della missione presso la Filiale di Cincin di un dipendente appena trasferito d’ufficio … dalla stessa Filiale di Cincin!).

Sarà perché inguaribilmente ottimista, sarà perché inopinatamente illuso da tanti spostamenti che avvenivano intorno a lui, Mr. X chiese quantomeno di poter arricchire la propria esperienza professionale facendo attività ispettiva di vigilanza. Pare che Mr. X avesse maturato questo bizzarro proposito perché da ben 7 anni assegnato proprio all’Ufficio Vigilanza della Filiale. E perché aveva visto colleghi appena arrivati nel suo stesso Ufficio non avere nemmeno il tempo di disfare le valige, perché costretti a subitanee partenze in gruppi ispettivi.
Mr. X venne subito richiamato alla realtà: “Caro Mr. X, ci piacerebbe molto mandarti in ispezione, ma perdonaci la franchezza - non hai raggiunto gli standard qualitativi richiesti”. Ohibò, esistono quindi “standard qualitativi” definiti?, si sarà chiesto il nostro Mr. X. E da cosa si capiranno mai, se non dalla valutazione annuale che mi consegna il mio Direttore?
Ripescato il suo bollettino fra i cimeli più cari, Mr. X scopre che esso non evidenzia alcuna insufficienza, anzi: è tutto assolutamente nella norma.

Siccome Mr. X perde un po’ la pazienza, quella di cui la Banca si aspetta tutti siano dotati per chinare il capino davanti alle “avversità” del destino, osa chiedere spiegazioni ufficiali. Per tutta risposta, gli viene tolta l’abilitazione ad alcune fondamentali procedure informatiche di Vigilanza. Non sia mai che - essendo addetto all’Ufficio Vigilanza - faccia vigilanza sul serio. E chi si crede di essere? Col rischio, fra l’altro, che raggiunga quei famosi “standard qualitativi” e torni a chiedere di partecipare a qualche ispezione.
A questo punto, Mr. X si sente perso, e ci scrive la sua storia. Deve essere uno di quelli che pensa che il SIBC sia l’ultimo baluardo contro la balcanizzazione delle regole in Banca d’Italia. Non male, per uno che “non ha raggiunto gli standard qualitativi”...
Fine della “favola”. Ora, ci attendono due ipotesi: che qualcuno di voi, cui garantiamo totale riservatezza, ci faccia sapere che anche lui - o lei - ha subito dal “caso” vessazioni simili a quelle di Mr. X, e magari ce le racconti per sommi capi. Oppure che la Banca ci scriva una chiara smentita, di poche parole, sperabilmente dopo le necessarie verifiche: “in nessuna Filiale della Banca d’Italia si sono mai registrati atti gestionali così contraddittori e/o arbitrari e/o tali da danneggiare posizioni individuali di colleghi, come quelli descritti nella vostra deprecabile comunicazione”.
Noi, comunque, andremo fino in fondo. Le favole ci piacciono solo con l’happy end.


 
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