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BREVE RIFLESSIONE “ANTIPOLITICA”
Da destra e da sinistra, è frequente bollare come espressione della peggiore "antipolitica" e di un nefasto qualunquismo, chiunque esprima opinioni critiche sull'operato della classe politica in Italia.
Oggi, scorrendo le pagine dei quotidiani, viene naturale porsi qualche domanda.
Se cioè la vera antipolitica non si annidi nell'immobilismo dei partiti, mentre migliaia di piccole aziende chiudono, la disoccupazione cresce a dismisura, la precarizzazione del lavoro giovanile pone limiti insormontabili a una visione concreta del futuro del Paese. Se la vera antipolitica non sia per caso rappresentata dall'evasione fiscale, stimata a livelli record esattamente come il debito pubblico italiano. Se non sia antipolitica mantenere il vitalizio ai parlamentari con 5 anni di contributi, e allungare l'età pensionabile al "resto del mondo". Se non sia antipolitica tenere il Parlamento chiuso, in attesa che si concludano i necessari cambi di casacca da ogni parte, mentre il Paese aspetta cambiamenti veri. Se non sia antipolitica riaprire le Camere solo per certificare, con nuove risse e nuovi insulti, la distanza fra i cittadini che lavorano e coloro che dovrebbero rappresentarli. Una distanza facilmente sfruttata da chi vuole scatenare pericolosi fenomeni di violenza e intolleranza, che vanno condannati.
Se, infine, non sia davvero "antipolitica" distrarsi, ogni giorno, rispetto al problema cronico delle morti sul lavoro, che ancora ieri ha fatto registrare due nuove vittime. A questi disgraziati lavoratori, i mezzi di informazione dedicano spazi infinitamente inferiori rispetto a quello concesso alle pensose riflessioni di chi dovrebbe occuparsi di loro, e pensa a tutt'altro.
Vogliamo quindi essere noi a chiedere a ciascuno un momento di riflessione, nella consapevolezza che il mondo del lavoro è un insieme unitario, e unitariamente va difeso, come fondamento essenziale del nostro vivere civile.