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AVANZAMENTO A CONDIRETTORE
LA RISPOSTA DEL SIBC
Per opportuna e trasparente informazione, rendiamo pubblica la risposta che il SIBC ha fornito all’Amministrazione in merito alle modifiche della prova integrativa al grado di Condirettore.
Si tratta di modifiche che in nessun modo attenuano quei profili di larga discrezionalità e opacità che caratterizzano le prove di avanzamento alla dirigenza dei colleghi Funzionari.
Caratteri -
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Al Capo del Servizio Personale I.N.E.
Lo scorso 15 luglio, codesta Amministrazione ha dato informativa ai Sindacati della modifica della normativa concernente le prove integrative per l’avanzamento al grado di Condirettore e gradi corrispondenti.
Va preliminarmente osservato che il SIBC non considera favorevolmente questa modalità di accesso alla dirigenza. Infatti, da un lato essa sfugge alla trasparente valutazione meritocratica basata sulla validità del lavoro svolto quotidianamente dai candidati, dall’altro si muove in assoluta controtendenza rispetto a sistemi di avanzamento in uso presso primarie istituzioni italiane ed europee, nelle quali le promozioni sono il traguardo di percorsi formativi di elevato livello e di adeguata durata.
Al contrario, la prova in oggetto (come altre prove di avanzamento interno) è impostata su prove concorsuali di contenuto a dir poco effimero, per di più orali e non scritte. I margini di discrezionalità nella valutazione delle prime sono, infatti, infinitamente maggiori, e ciò lede sistematicamente le legittime aspettative dei colleghi Funzionari in tema di trasparenza e di verificabilità degli atti della Commissione valutatrice.
Anche per questo motivo, il SIBC ritiene necessario procedere alla tanto promessa quanto tradita Riforma delle Carriere. Una riforma degli inquadramenti che deve essere basata su una visione d’insieme dei percorsi di carriera, dei flussi previsti, degli avanzamenti economici e professionali conseguibili. Per tale motivo, rigettiamo l’ennesimo atto con il quale codesta Amministrazione introduce surrettiziamente modifiche a macchia di leopardo -
Per quanto specificamente attinente al sistema di avanzamento a Condirettore – che, come tutti gli altri, andrebbe sottoposto a modifiche tanto urgenti quanto radicali – l’articolazione della prova integrativa in una fugace prova orale a porte chiuse (di due o una giornata, come stabilito per i futuri “convegni”, poco importa) implica una chiara compromissione delle possibilità di compiuta valutazione del candidato.
Non si comprende, nel caso di specie, come una singola giornata lavorativa possa consentire alla Commissione (e quindi all’Amministrazione) di giudicare più efficacemente che in passato la “capacità di individuare gli aspetti positivi e negativi delle proposte”, “la disponibilità ad ascoltare i contributi altrui”, “la praticabilità delle idee espresse e l’abilità nel prospettarle”, “la capacità di sintesi, di chiarezza e di incisività espositiva”, “la ricchezza della partecipazione al dibattito”, e altro ancora. Diviene chiarissima, in poche parole, la funzione puramente “formale” rivestita dalla prova in discorso, suscettibile di rinvigorire il sospetto di decisioni assunte altrove, senza la necessaria trasparenza.
Su tali basi, il rilievo ponderale del punteggio di norma assegnato alla prova orale appare inoltre sproporzionato, proprio in quanto si tratta di valutare l’idoneità allo svolgimento di funzioni superiori da parte di colleghi che la Banca conosce e ha modo di valutare per anni.
Parimenti, il SIBC ha già avuto modo di evidenziare da tempo l’assoluta discrezionalità con la quale – nella successiva sede di scrutinio – vengono attribuiti i punteggi “attitudinali” legati a incarichi, funzioni svolte, responsabilità assunte, ecc..
Ciò fa sì che l’intero processo di avanzamento al grado di Condirettore si trasformi in una successione di passaggi ampiamente discrezionali, finalizzati unicamente alla legittimazione formale di decisioni delle quali codesta Banca non intende assumersi la piena responsabilità.
Passaggi discrezionali che si accompagnano in modo inquietante alla mancata previsione regolamentare circa un controllo dei rappresentanti dei lavoratori all'interno della Giunta di scrutinio. Il risultato finale del processo non può che dare scarsissimo risalto alla reale, effettiva capacità professionale dei candidati.
Il SIBC ritiene pertanto profondamente iniquo e antimeritocratico il sistema complessivo di avanzamenti così disegnato, lesivo degli elementari principi di trasparenza amministrativa e penalizzante proprio per i colleghi Funzionari che ogni giorno prestano la propria opera alla Banca con impegno e spirito di sacrificio.
Tornando alle modifiche illustrate da codesta Amministrazione, la centralità del
ruolo assegnato alla Commissione nello svolgimento stesso della prova d’esame (comunicazione della traccia obbligatoria, proposta durante la giornata di spunti di riflessione, ecc.) rende ancor più necessario un elevatissimo standing della Commissione. Rispetto al passato, pertanto, dovrà essere assicurato un maggior numero di membri con competenze “tecniche” qualificate sulle diverse tematiche.
L’articolazione della prova così definita non chiarisce, inoltre, alcuni elementi di particolare delicatezza e importanza, come i criteri seguiti per la costituzione dei gruppi di candidati da esaminare.
Sarebbero infine opportuni ulteriori chiarimenti – sia pure in linea indicativa – concernenti il numero di “interventi obbligatori” per ciascun candidato, il numero di “interventi flash”, la rispettiva durata e soprattutto se la scelta di un solo argomento fra quelli elencati al punto A.2 implichi il venir meno della discussione su tematiche di diversa natura (es: temi organizzativi) nel corso della prova stessa.
Nel rimettere a codesta Amministrazione le valutazioni sin qui proposte, e rimanendo in attesa di opportuni chiarimenti sui punti sopra esposti, si inviano distinti saluti.
Roma, 19 luglio 2011
LA SEGRETERIA NAZIONALE