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POLITICA, AZIENDE E SINDACATI GENDARME
Lo scorso 9 dicembre, due quotidiani molto diversi fra loro hanno affrontato un tema particolarmente delicato: il rapporto fra sindacati, politica e "datori di lavoro”.“
Il Giornale” titolava infatti a tutta pagina: “Confindustria paga i sindacati”, precisando nel testo la denuncia proveniente da un piccolo sindacato, secondo il quale alcune organizzazioni confederali sarebbero “foraggiate” dall’associazione degli industriali attraverso “contributi in denaro di vario genere (pubblicazioni, convegni, manifestazioni, sponsorizzazioni)”, per indurle ad appoggiare la politica confindustriale.Lo stesso giorno, “il Fatto Quotidiano”, denunciava l’esistenza di un sistema ramificato con il quale determinati settori politici avrebbero concesso “favori” a vari soggetti, fra cui anche “sindacati amici”, puntando il dito su due esempi specifici: 1) la corsia privilegiata per i sindacati “filogovernativi” del Corpo Forestale dello Stato nelle procedure per trasferimenti, promozioni e avanzamenti, legate a criteri selettivi e profili attitudinali ovviamente imperscrutabili; 2) le assunzioni record in alcune aziende municipalizzate romane come Atac (trasporto urbano) e Ama (raccolta dei rifiuti) ingolfate -
Inutile dire che tutte queste accuse devono ancora essere accertate in giudizio, dove eventualmente si valuteranno le diverse responsabilità. Tuttavia, non possiamo sottacere che la credibilità del movimento sindacale esca indebolita ogni volta che emergono fatti che di sindacale non hanno nulla, ma evidenziano lo sfruttamento della posizione di “controllo” dei lavoratori per ottenere favori clientelari, spesso di natura personale.
Ne dà conferma un altro articolo uscito recentemente sul medesimo quotidiano: “La Cisl di Bonanni: la vocazione del Signor Sì”. Evidenziando la vicinanza di quel sindacato a ogni atto governativo, all’”Alitalia formato Colaninno”, a Marchionne e alla “Rai di Masi”, si dà conto delle accuse frequentemente rivolte alla Cisl da altre sigle sindacali: “un sindacato che fiancheggia chi comanda, al governo e nelle aziende, per poter meglio incassare benefici concreti e immediati per i singoli lavoratori suoi iscritti. Soprattutto nel pubblico impiego e nelle aziende statali, la leggenda vuole che l’iscrizione alla Cisl sia il miglior viatico per l’ottenimento di premi e promozioni.”Negli ultimi giorni, anche “la Repubblica” ha riferito accuse analogamente inquietanti, addirittura in merito alle politiche di remunerazione dei dipendenti delle municipalizzate romane, politiche legate -
Insomma, tranne per chi non voglia vederlo, il problema è davanti ai nostri occhi: se tutti i sindacati dessero l’impressione di lavorare per la controparte, in cambio di “ritorni” che avvantaggiano solo i propri iscritti e non la generalità dei lavoratori, chi si accosterebbe ai sindacati? Risposta: solo chi ha bisogno di favori, chi deve sistemare un parente, chi vuol essere trasferito nel tal posto e chi ha bisogno di “un aiutino” per la promozione.
Ma tutti gli altri?
Cosa penserebbe dei sindacati chi si affida alla “meritocrazia”, chi si fa in quattro per ottenere la promozione, chi studia di notte, chi si porta il lavoro a casa, chi si aspetta che le graduatorie per le promozioni e i trasferimenti siano gestite senza favoritismi, senza che gli “amici degli amici” siano paracadutati dall’alto?
E per quanto riguarda la Banca d’Italia: siamo sicuri di essere un’isola felice, o piuttosto i germi degli scambi sottobanco ci sono tutti? Una risposta concreta a questa prospettiva è certamente il rafforzamento dei soggetti sindacali indipendenti e autonomi. Un sindacato indipendente non ha ramificazioni politiche esterne, da cui può magari trarre vantaggi, ma da cui certamente subisce condizionamenti del tutto estranei agli interessi dei colleghi. Un sindacato indipendente, al contrario, risponde solo ai lavoratori che rappresenta. Impossibile, per noi, diventare “sindacato gendarme”, ossia il controllore dei lavoratori in accordo con l’azienda, come qualcuno definisce ormai l’azione di certe sigle confederali in altre realtà. E molto ci sarebbe da ragionare -
Visti i tempi bui che si profilano, meglio scegliere bene da quale parte stare. Non sempre i gendarmi stanno dalla parte dei lavoratori.
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